Negli Stati Uniti il consumo di cannabis tra i giovani è sceso ai livelli più bassi degli ultimi trent'anni, proprio mentre la legalizzazione per uso adulto si diffonde. Secondo i dati federali, la quota di liceali che consumano cannabis è calata di circa il 60% in dieci anni. Nello stesso periodo quasi metà degli Stati americani ha regolamentato il mercato ricreativo. La notizia conta perché smonta uno degli argomenti più usati contro la legalizzazione: l'idea che un mercato legale per adulti porti più ragazzi a consumare. I numeri dicono il contrario, e lo confermano anche dall'Europa.
I dati dei CDC: liceali americani ai minimi da trent'anni
I dati arrivano dai CDC (Centers for Disease Control and Prevention), l'agenzia federale statunitense per la salute pubblica. La fonte specifica è lo YRBS (Youth Risk Behavior Surveillance System), un sistema di indagine periodica che monitora i comportamenti a rischio degli studenti delle scuole superiori in tutto il Paese. I risultati sono consultabili sul portale YRBS Explorer.
A diffondere l'analisi è stata NORML, un'organizzazione no-profit americana che dagli anni Settanta si batte per la riforma delle leggi sulla cannabis. La notizia è stata ripresa dall'International Cannabis Business Conference. Il dato chiave riguarda la quota di liceali che si dichiarano consumatori correnti, cioè studenti che riferiscono di aver usato cannabis almeno una volta nei 30 giorni precedenti l'indagine. Questa percentuale:
- è diminuita di circa il 60% nell'ultimo decennio;
- è oggi più bassa che in qualsiasi altro momento degli ultimi tre decenni;
- è calata mentre quasi metà degli Stati USA regolamentava il mercato per adulti.
Un dettaglio fa la differenza: il calo non è avvenuto nonostante l'espansione dei mercati legali, ma in parallelo a essa. È il periodo in cui dispensari autorizzati, coltivazioni regolamentate e vendite tracciate sono diventati realtà in buona parte del Paese. Correlazione non significa causalità, ma la previsione allarmistica, cioè più legalizzazione e quindi più ragazzi che fumano, semplicemente non si è avverata.
Cosa dicono le altre fonti americane sulla cannabis tra i giovani
Il dato dei CDC non è isolato. Secondo NORML, è coerente con due altre grandi rilevazioni nazionali. La prima viene dall'Università del Michigan, che conduce da decenni lo studio Monitoring the Future sull'uso di sostanze tra gli studenti. La seconda viene dalla SAMHSA (Substance Abuse and Mental Health Services Administration), l'agenzia federale che si occupa di abuso di sostanze e salute mentale. Entrambe registrano un consumo giovanile di cannabis ai minimi storici su scala nazionale.
C'è poi un'analisi del Marijuana Policy Project, organizzazione americana impegnata nelle riforme legislative sulla cannabis. Pubblicata l'anno scorso, ha guardato agli Stati uno per uno. Il risultato: il consumo tra gli adolescenti è diminuito in quasi tutti gli Stati che hanno legalizzato e regolamentato il mercato per adulti.
Il commento di Paul Armentano, vicedirettore di NORML, è netto:
«Le affermazioni sensazionalistiche secondo cui le leggi sulla legalizzazione per uso adulto sarebbero legate a un maggiore consumo di marijuana tra i teenager non sono supportate da dati affidabili. Questi risultati governativi dovrebbero rassicurare i legislatori: l'accesso alla cannabis può essere regolamentato in modo sicuro ed efficace, senza influenzare involontariamente le abitudini dei giovani.»
Tre fonti indipendenti, tra cui due agenzie federali, puntano nella stessa direzione. Non è un'opinione, è una tendenza documentata.
Germania: il primo grande banco di prova europeo
La Germania ha legalizzato la cannabis per uso adulto nell'aprile 2024. Per l'Europa è il primo caso di questa portata e per questo i dati sui giovani sono osservati con grande attenzione. L'Istituto federale tedesco per la salute pubblica ha pubblicato il Drug Affinity Study 2025, un'indagine periodica sul rapporto dei giovani con alcol, tabacco e cannabis.
Lo studio ha coinvolto 7.001 giovani tra i 12 e i 25 anni, intervistati tra aprile e luglio 2025. I risultati sono stati confrontati con un'indagine analoga condotta tra aprile e giugno 2023, cioè prima della legalizzazione. Come riportato dal quotidiano RND, nella fascia 12-17 anni i numeri sono scesi. Per consumatore regolare lo studio intende chi ha usato cannabis più di dieci volte negli ultimi 12 mesi.
| Indicatore (adolescenti 12-17 anni) | 2023 | 2025 |
|---|---|---|
| Consumo negli ultimi 12 mesi | 6,7% | 6,1% |
| Consumo regolare (più di 10 volte in 12 mesi) | 1,3% | 1,1% |
Il calo è contenuto, ma il segnale conta: nessuna impennata dopo la riforma. Anche un altro studio sul caso tedesco non ha rilevato associazioni tra legalizzazione e cambiamenti nel consumo pesante, cioè l'uso frequente e intensivo di cannabis. Dagli Stati Uniti alla Germania, il quadro resta coerente.
Perché questi dati contano, anche per noi coltivatori
Per anni il dibattito sulla cannabis è stato dominato da un timore: che regolamentare significasse spalancare le porte ai minorenni. I dati dei CDC, della SAMHSA, dell'Università del Michigan e dell'istituto tedesco dicono altro. Un mercato legale e controllato non coincide con un aumento del consumo giovanile.
Gli studi qui citati non stabiliscono le cause del calo. Tra le ipotesi più discusse nel dibattito pubblico c'è una differenza molto concreta: un dispensario autorizzato verifica i documenti, uno spacciatore no. Quando il mercato illegale perde terreno, si riducono anche i canali che non fanno distinzioni d'età.
Per noi di Shottas®Seeds questi dati confermano qualcosa in cui crediamo da sempre: trasparenza e responsabilità funzionano meglio della proibizione. Creiamo genetiche dai coltivatori per i coltivatori, e i nostri coltivatori sono adulti consapevoli che conoscono le leggi del proprio Paese. Il nostro mestiere è la qualità, non la mediocrità, e qualità significa anche fare la propria parte in un settore serio e regolamentato. I numeri parlano chiaro: si può legalizzare senza mettere a rischio i più giovani.
Domande frequenti
La legalizzazione della cannabis aumenta il consumo tra i giovani?
Secondo i dati disponibili, no. Negli Stati Uniti il consumo tra i liceali è sceso di circa il 60% in dieci anni, mentre quasi metà degli Stati regolamentava l'uso adulto. Anche in Germania, dopo la riforma del 2024, la quota di adolescenti consumatori è leggermente calata invece di aumentare.
Che cos'è lo YRBS dei CDC?
Lo Youth Risk Behavior Surveillance System è un sistema di sorveglianza gestito dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi. Monitora periodicamente i comportamenti a rischio degli studenti delle scuole superiori, tra cui l'uso di sostanze come alcol, tabacco e cannabis, con dati consultabili online tramite il portale YRBS Explorer.
Cosa si intende per consumatore corrente di cannabis?
Nelle indagini sui giovani americani, il consumatore corrente è chi dichiara di aver usato cannabis almeno una volta nei 30 giorni precedenti la rilevazione. È un indicatore utile perché misura il consumo attuale e recente, distinguendolo da chi l'ha provata soltanto in passato senza continuare a utilizzarla.
Quali dati ha raccolto la Germania dopo la legalizzazione?
Il Drug Affinity Study 2025 ha intervistato 7.001 giovani tra i 12 e i 25 anni. Tra gli adolescenti di 12-17 anni, il consumo nell'ultimo anno è passato dal 6,7% del 2023 al 6,1% del 2025. Il consumo regolare, oltre dieci volte l'anno, è sceso dall'1,3% all'1,1%.
Esistono altre fonti che confermano il calo negli Stati Uniti?
Sì. Lo studio Monitoring the Future dell'Università del Michigan e i dati della SAMHSA, agenzia federale su sostanze e salute mentale, indicano entrambi un consumo giovanile ai minimi storici. Un'analisi del Marijuana Policy Project ha inoltre rilevato un calo in quasi tutti gli Stati con mercato regolamentato per adulti.
Perché un mercato legale potrebbe ridurre l'accesso dei minori?
Un'ipotesi molto citata è che i rivenditori autorizzati siano obbligati a verificare l'età dei clienti, mentre il mercato illegale non applica alcun controllo. Quando la vendita legale sottrae spazio a quella clandestina, diminuiscono anche i canali che vendono indistintamente a chiunque. I dati, però, mostrano una tendenza e non dimostrano una causa.




