In Germania le associazioni di pazienti e del settore contestano la riforma perché toglie i fiori di cannabis dai rimborsi dell'assicurazione sanitaria obbligatoria. Di fatto, chi è coperto dalla mutua pubblica perde l'accesso ai farmaci a base di cannabis da inalare. La protesta si è fatta sentire durante l'audizione della commissione Sanità del Bundestag sugli emendamenti della coalizione. È il primo vero passo indietro da quando è entrata in vigore la legge sulla cannabis. Per migliaia di pazienti il problema è molto concreto: riguarda la velocità d'azione, la scelta della varietà e il costo della terapia.
Che cosa prevede la riforma tedesca sui rimborsi
Al centro del dibattito c'è il GKV-BstabG, la legge per la stabilizzazione delle aliquote contributive. È il provvedimento con cui il governo vuole contenere la spesa della GKV, cioè l'assicurazione sanitaria obbligatoria che copre la grande maggioranza dei cittadini tedeschi. La misura è stata approvata prima della pausa estiva del Bundestag. In questi giorni la commissione Sanità ha tenuto un'audizione sulle modifiche proposte dalla coalizione nero-rossa, formata da CDU/CSU e SPD.
Il punto più contestato è l'esclusione totale dei fiori di cannabis dai rimborsi. L'Associazione Tedesca della Canapa (DHV) lo definisce «un colpo durissimo per molti pazienti». Secondo la DHV è anche la prima grande battuta d'arresto dall'entrata in vigore del Cannabisgesetz, la legge che ha riformato in Germania il quadro su consumo, coltivazione e uso medico della cannabis.
Il presidente della DHV, Georg Wurth, sposta però l'attenzione su un problema più ampio. Con questa norma i farmaci a base di cannabis da inalare non sono più disponibili per gli assicurati della mutua pubblica. Le alternative sono di fatto le sole preparazioni orali. Non è un dettaglio tecnico: cambia il modo in cui il paziente vive la terapia ogni giorno.
Perché i fiori contano: velocità, varietà e costo
Wurth ha spiegato in audizione perché i fiori sono così importanti. I motivi principali sono tre:
- Insorgenza rapida: per via inalatoria l'effetto arriva molto prima rispetto alla somministrazione orale. Molti pazienti contano proprio su questa rapidità.
- Ampiezza terapeutica: la grande varietà di genetiche disponibili copre un ampio spettro di esigenze cliniche.
- Convenienza: a parità di THC, il tetraidrocannabinolo (il principale cannabinoide psicoattivo della pianta), i fiori sono il prodotto più economico.
Esistono altri prodotti inalabili, ma anche questi hanno ostacoli. Il rosin è un estratto ottenuto solo con calore e pressione, senza solventi. Gli estratti freschi sono concentrati ricavati da materiale vegetale non essiccato. Entrambi sono venduti puri, non diluiti in olio, e la GKV in genere non li rimborsa: il loro contenuto di THC supera la soglia prevista dalla definizione di medicinale a base di cannabis. Le casse sono prudenti anche con le vape pen, i vaporizzatori tascabili a cartuccia.
| Prodotto | Via di somministrazione | Situazione del rimborso GKV |
|---|---|---|
| Fiori di cannabis | Inalatoria | Esclusi dalla riforma |
| Rosin ed estratti freschi | Inalatoria | In genere non rimborsati (THC oltre la soglia) |
| Vape pen | Inalatoria | Le casse sono esitanti |
| Preparazioni orali in olio | Orale | Non colpite dall'esclusione, ma l'effetto arriva più lentamente |
La richiesta della DHV è chiara: serve una base giuridica certa per questi prodotti, soprattutto se l'esclusione dei fiori resterà in vigore.
Il fronte delle associazioni: cosa chiedono
La DHV non è sola. La BAG Selbsthilfe riunisce 121 associazioni nazionali di gruppi di auto-aiuto per persone con malattie croniche o disabilità e per i loro familiari, oltre a 13 gruppi di lavoro regionali. L'associazione respinge il ritorno dei bandi di gara per gli ausili sanitari e per i citostatici, i farmaci che bloccano la proliferazione cellulare e si usano soprattutto in oncologia. Ribadisce inoltre l'urgenza di correggere le nuove regole sulla fornitura di cannabis.
L'Associazione Tedesca dei Pazienti di Cannabis (BDCan) conferma la sua critica all'esclusione generalizzata dei fiori. Le sue richieste sono precise:
- norme transitorie e clausole per i casi di particolare difficoltà, per non lasciare scoperti i pazienti già in terapia;
- basi scientifiche e tecniche della valutazione comparativa del rischio definite con chiarezza e verificabili;
- regole affidabili per gli estratti standardizzati, ad alta concentrazione e, dove serve, inalabili, dalla produzione alla dispensazione fino a tassazione e rimborso;
- allineamento rapido di linee guida e indicazioni pratiche una volta approvata la legge.
Hanno presentato una propria posizione anche l'Associazione Tedesca delle Imprese della Cannabis (BvCW) e l'Associazione Federale dell'Industria Farmaceutica (BPI). Pazienti, industria e terzo settore si trovano quindi sullo stesso fronte critico. Noi, da coltivatori, lo sappiamo bene: la varietà giusta fa la differenza. Ridurre tutto a un'unica forma di assunzione è un passo indietro. Niente mediocrità, nemmeno nelle politiche sanitarie!
Domande frequenti
La Germania ha vietato la cannabis medica?
No. La cannabis medica resta legale in Germania. La riforma GKV-BstabG esclude però i fiori di cannabis dai rimborsi dell'assicurazione sanitaria obbligatoria. Chi è assicurato con la mutua pubblica fatica quindi ad accedere a prodotti inalabili coperti dal sistema. Restano disponibili soprattutto le preparazioni orali, che agiscono più lentamente.
Perché i pazienti preferiscono la cannabis inalata?
La via inalatoria dà un effetto molto più rapido rispetto all'assunzione orale. Per molti pazienti è fondamentale in caso di sintomi acuti. I fiori offrono inoltre tantissime varietà con profili diversi, adatti a esigenze terapeutiche differenti. A parità di contenuto di THC sono anche il prodotto più conveniente.
Che cos'è il rosin e perché non viene rimborsato?
Il rosin è un estratto di cannabis ottenuto solo con calore e pressione, senza solventi chimici. In Germania viene venduto puro, non diluito in olio. Le casse sanitarie pubbliche di norma non lo rimborsano perché il suo contenuto di THC supera la soglia fissata dalla definizione di medicinale a base di cannabis.
Quali associazioni si oppongono alla riforma?
Le critiche arrivano dall'Associazione Tedesca della Canapa (DHV), dall'Associazione dei Pazienti di Cannabis (BDCan) e dalla BAG Selbsthilfe, che rappresenta 121 associazioni nazionali di malati cronici. Hanno preso posizione anche l'associazione delle imprese della cannabis BvCW e la federazione dell'industria farmaceutica BPI.
Cosa chiede concretamente la BDCan al legislatore?
La BDCan chiede norme transitorie e clausole per i casi di difficoltà, oltre a una valutazione del rischio fondata su basi scientifiche verificabili. Vuole poi regole chiare per gli estratti standardizzati e concentrati, anche inalabili, su produzione, dispensazione, tassazione e rimborso. Infine chiede di aggiornare subito le linee guida pratiche.
Fonti
- Deutscher Hanfverband – sito dell'associazione con le posizioni sulla cannabis medica, Deutscher Hanfverband, 2025-01-01
- Ausschuss für Gesundheit – pagina della Commissione Salute del Bundestag, Deutscher Bundestag, 2025-01-01




